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“Cuore” 40th Anniversary Edition-Antonello Venditti

Venditti nasce a Roma, l’8 marzo 1949, il giorno della Festa della Donna, sotto il segno dei Pesci. La sua vita sarà narrata, come un diario a puntate, proprio attraverso le sue canzoni, sempre ricche di fotogrammi biografici, di ricordi d’infanzia e adolescenza. “Mio padre ha un buco in gola” (Le cose della vita, 1973), ad esempio, è la cruda e spietata rievocazione di un contesto familiare difficile: la ferita di guerra del padre pluridecorato, tornato a casa dopo sei anni di prigionia in Kenya, la mamma, maestra di latino e greco, severa in ogni circostanza, la nonna ipercattolica fin troppo apprensiva, i problemi di peso. È un legame profondo e travagliato, quello del giovane Antonello con la famiglia, in particolare con la madre, Wanda Sicardi. Attorno al complicato rapporto tra i due, ruoterà l’autobiografia “L’importante è che tu sia infelice”, scritta dall’artista romano nel 2009, proprio dopo la scomparsa della madre, alla quale pare sia da attribuire la famigerata frase del titolo. “Non l’avrei mai scritto questo libro, se lei non fosse morta”, ha raccontato Venditti,” Mi ha lasciato un baule pieno dei suoi diari, che non ho il coraggio di aprire, perché temo di scoprirvi una persona diversa da quella che non mi ha mai riservato una buona parola”.

Antonello Venditti dà vita ad un progetto straordinario, live e discografico. A  40 anni dall’uscita del disco “Cuore”

L’album esce il 20 luglio 1984, in piena estate. Non una qualsiasi stagione di una qualsiasi città. Estate Romana, il “meraviglioso urbano” che dall’agosto 1977 porta la bellezza a tutti, trasforma i luoghi di scontro in occasioni d’incontro, usa la cultura come lotta al terrorismo. Anche Venditti si riprende la sua geografia, che coincide con la sua filosofia, con la sua poetica. Fa un disco completamente romano e costruisce una scaletta ascensionale, che parte da terra, da eventi quotidiani, e punta alla stella cometa.

Del resto era un disco già abbastanza avanti all’epoca, per il pop italiano. Nelle sessions del 1983-1984 ai Trafalgar Recording Studios di Roma, sulla collina di Monte Mario, in cui prese forma l’album, Venditti fece un uso massiccio di tastiere, sintetizzatori, pianoforti elettrici, batterie elettroniche (l’album fu il primo missato con tecnica digitale, dbx 700-Digital Audio Processor, come recita la scritta sul retrocopertina, nei crediti), quasi anticipando, in Italia, il dream pop.

“Cuore” non contiene una canzone così intitolata. Perché non è il singolo componente di un disco, ma il motore che fa girare otto tracce, ed è anche l’organo che si aggiusta, torna a battere regolare dopo un periodo di forte depressione per Antonello Venditti. I due anni di esilio in Brianza lo hanno reso uno straniero nella sua città.

Lucio Dalla quasi lo obbliga a tornare a Roma, gli trova casa in centro. Il primo mobile che varca la soglia è il pianoforte, su cui Venditti compone tre brani intramontabili: Grazie Roma, che esce nel 1983, “Notte prima degli esami “e “Ci vorrebbe un amico”, che esegue per la prima volta dal vivo il 30 maggio 1984 al Circo Massimo, davanti a una folla oceanica.

Per celebrare l’album che raccoglie brani diventati storia della musica italiana, nella loro attualità, ed inni generazionali come “Notte prima degli esami”.

L’album “Cuore”, uscito per la prima volta nel 1984, ha avuto una nuova ristampa nell’edizione speciale “Cuore 40th Anniversary Edition” uscito il 14 giugno 2024.

Il disco contiene non solo tutte le canzoni rimasterizzate di quell’album iconico ma anche un brano inedito. A quasi 10 anni di distanza dal suo ultimo disco in studio, “Tortuga” (2015), Venditti è tornato infatti con il nuovo singolo “Di’ una parola” , in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 10 maggio,

Le intense parole sono state scritte sulla musica del brano “Say Something” del duo statunitense A Great Big World in collaborazione con Christina Aguilera.

Una ballata dolce e malinconica dove la potenza del pianoforte e degli archi si unisce alle intense armonie vocali di Venditti creando un crescendo ricco di pathos. Il testo, firmato dallo stesso artista, esprime la difficoltà di comunicazione in una relazione e il dolore e la vulnerabilità di chi cerca di lasciare andare qualcuno, ma allo stesso tempo esorta una reazione, un segno di speranza o di amore.

Il brano, delicato e potente insieme, è prodotto da Alessandro Canini e Antonello Venditti.

Il 18 giugno, la notte prima degli esami di Stato, si è esibito in un concerto sold out davanti a oltre 4000 persone di tutte le età nella Capitale, ne seguiranno altre 2 date.

Ma la festa non è solo alle Terme di Caracalla. In molti licei, tra cui il Giulio Cesare di Roma (frequentato dallo stesso cantautore) i maturandi hanno cantato a squarciagola “Notte Prima Degli Esamimentre questa mattina 19 Giugno 2024, prima dell’inizio degli esami scritti, fuori da diversi istituti di Milano e Roma sono stati distribuiti dei santini con la facci di Venditti per “proteggere” tutti gli studenti.

“Di una Parola” che è veramente un pezzo di musica italiana che spacca!! 

Un valore culturale e sociale importante che ha portato l’intero progetto ad ottenere il Patrocinio del Ministero della Cultura e ad essere presentato il 7 maggio 2024 proprio nella sede del Ministero, alla presenza del Ministro Gennaro Sangiuliano e del Sottosegretario Gianmarco Mazzi.

Nel Video troviamo una stupenda Isabella Ferrari, in bianco e nero nel video che celebra il brano.

“Cuore”, il disco che ha segnato la storia della musica italiana, è un album denso che offre nelle sue 8 tracce una panoramica delle sfaccettature della vita umana, dalle relazioni personali agli eventi storico-sociali.

In particolare, contieneNotte prima degli esami” brano che è diventato un vero inno generazionale. Sin dalla sua uscita, la canzone ha avuto un enorme successo ed è riuscita ad attraversare le generazioni.

È proprio questo grande successo che dà il nome ai prossimi appuntamenti dal vivo di Antonello Venditti, che dopo due anni di concerti al fianco di Francesco De Gregori si appresta a tornare sul palco da solista.

L’idea di fare degli Stati Generali della Musica che offrano una proposta concreta per inserire la musica e le arti in genere nella Costituzione Italiana è stata fatta da Antonello Venditti durante la presentazione del progetto collegato ai 40 anni dall’uscita del suo disco “Cuore”. 

Notte prima degli esami è un film in formato ristretto, dove si intrecciano storie dei maturandi, che poi sono anche quelle delle loro famiglie, dei professori. In fondo, descrive l’ansia che precede ogni esame della vita. Dentro, ci mette i ricordi di scuola, del Folkstudio (“quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla”), delle contestazioni, delle bombe. Sono fatti ormai alle spalle, ma Venditti se li porta dietro, li rilegge, tiene accesa la memoria, mentre intorno monta il riflusso, la rimozione o il distacco dalle battaglie sociali che hanno segnato gli anni Settanta.

Il personale e il politico si fondono di nuovo in “Qui”, un’avventura sentimentale del momento che però menziona gli scontri del 1968 a Valle Giulia e “i vent’anni tesi come coltelli, come fratelli”. È una sua caratteristica non disfarsi del passato per vivere il presente e intuire il futuro. Mai nessun video mai ne è una prova. Parla del tempo che fa volare via le cose care, lasciando però immutate le nefandezze, “le invasioni russe”, le differenze ingiuste tra “i sindacati” e “le Ferrari rosse”.

Temi tragicamente attuali. Inoltre, siccome negli anni Ottanta dilagano edonismo, individualismo, il culto dell’immagine e “la musica da vedere”, Venditti reclama subito la necessità della realtà collettiva, del contatto fisico, dal vivo. Canta: “Rimane qui, come un miracolo, la stessa voglia di cantare”. “Mai nessun video mai mi potrà ricordare”, e lo fa ben prima che si possa immaginare l’intangibilità generata dalla rivoluzione digitale. Non è contrario alle novità, piuttosto vuole evitare che si perda l’elemento umano. L’album è un perfetto esempio: usa sintetizzatori e batterie elettroniche, è il primo missato con tecnica digitale, ma lo realizzano almeno undici musicisti.

“Non è la cocaina” è la fotografia di un’epoca. L’eroina è il buco che ha inghiottito un’intera generazione; la “coca” e nuovi inferni artificiali vengono spacciati per paradisi. Per Venditti esiste un altro modo di arrivare a certe euforie, droghe più potenti, che fanno bene: lo stare insieme, “innamorarsi ancora, innamorarsi a Roma”. Oppure a Milano, il giorno in cui era Giamaica, la notte delle centomila fiammelle e delle ginocchia dondolanti sul reggae di Bob Marley. Tra i tanti che si trovano, Piero e Cinzia sono i due che, allo stadio San Siro, il 27 giugno 1980, si lasciano, ma la canzone li fissa per sempre in coppia. Li eternizza.

“Ci vorrebbe un amico” è dedicata a Lucio Dalla, ad ogni amico di fianco che aiuta a far dimenticare un dolore, e alla donna che quel dolore lo ha inflitto. Cita il canto V dell’Inferno dantesco, e, quarant’anni dopo, non sono pochi quelli che hanno memorizzato il verso “Amor, ch’a nullo amato amar perdona” grazie a questo brano. Dalla Divina commedia alla commedia umana, simile ad un fumetto di Bonvi, si arriva con L’ottimista. Il “tipo” che anima politica e società nel 1984, con Bettino Craxi Presidente del Consiglio, ha “l’aria vagamente socialista”,sguardo serio quando parla a lungo dello Stato ma poi s’illumina d’immenso, quando viene l’ora di pranzo”. Otto anni dopo, scoppia Tangentopoli.

Del 1992 è anche la strage di Capaci e “Stella”, la canzone che chiude il disco, da allora è rivolta ad Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, gli agenti della scorta di Giovanni Falcone. Nasceva come preghiera laica, da alzare in chiesa come ad un corteo progressista, e oggi più che mai non smette di invocare: “salvaci dall’odio e dal potere”.

C’è parte della storia e della società italiana, e tutto Venditti, in questo “Cuore”: melodico, confessionale, locale, universale, interessato ai fatti e agli ideali, attento agli altri. Quasi un cronista del sentimento comune. Da questo, ha origine la sua forza popolare. Di fronte a miserie e nobiltà degli uomini, la sua via d’uscita è sempre cantare insieme. Ci crede così tanto che non lo sfiora nemmeno il pensiero di sembrare banale.

Questo è Antonello Venditti un “Cuore” che batte ancora meravigliosamente…

Quanti di noi in questi giorni rivivono i giorni degli esami di maturità?

Per me rimane un emozione ed un ricordo indelebile per tutta la vita, il tuo futuro viene proiettato su quei fogli e su quella lavagna che sarà la nostra vita.

II futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Affrontate a testa alta tutti gli esami della vita e poi in fondo maturità fa rima con felicità.

Alla prossima da SonoSoloParole.

2 thoughts on ““Cuore” 40th Anniversary Edition-Antonello Venditti

  1. Cara sonosoloparole leggere i tuoi articoli è come ritornare indietro nel tempo.
    Antonello Venditti è uno dei tanti cantautori che ha iniziato la carriera quando io iniziavo la mia adolescenza, quindi posso dire di essere cresciuta con lui. Non ho parole nemmeno per commentare quello che tu hai scritto nell’articolo, semplicemente perchè hai scritto tutto fin nei minimi particolari chi è Venditti. Dagli anni di piombo, la sua vita e il suo vissuto riportato tutto nelle sue canzoni che non moriranno mai. Posso solo ringraziarti di aver avuto la possibilità di saperne di più del cantautore e dell’uomo che è Venditti. Quindi posso solo dirti grazie del bell’articolo perchè le sue canzoni non moriranno mai e andranno sempre di generazione in generazione. Grazie :*

    1. Grazie a te per aver la pazienza e la costanza nel seguire ciò che posto.Cerco di attirare l’attenzione e curiosità sui nuovi dischi in uscita, partendo da chi è il cantante a cui rivolgo la recensione, da ignorante in materia ovviamente , ma seguendo sempre la mia curiosità per il nuovo senza mai tralasciare la storia che ha portato fino ad oggi questi artisti. La musica accompagna le nostre giornate e i nostri momenti più importanti, non a caso colleghiamo spesso le canzoni ad eventi particolari, la nascita di un amore o di una amicizia per questo non ha età. Continua ad esser collegata a questa Piccola ma Grande realtà di Radio Febbre…perchè la Radio è il teatro della mente! Un Caro saluto.

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