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1 Settembre 2024
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Lenny Kravitz – Blue Electric Light

La sensuale “Stuck In The Middle” evidenzia la grande duttilità vocale di Kravitz, abilissimo nell’ alternare il falsetto a un timbro più scuro, mentre la giocosa Bundle of Joy è un’esplosione di elettricità, chitarre e tastiere anni Ottanta. Il rock dritto e solido di “Love Is My Religion” si riallaccia, come sonorità, ai suoi primi album di inizio anni Novanta, con un coro che sembra pensato per esaltare dal vivo le grandi platee, Heaven è un funk-rock con un grande tiro, tipicamente in stile Lenny e “Spirit In My Heart” è un soul moderno e awolgente. L’album si chiude con le tastiere elettriche e i ritmi morbidi e cadenzati della title track Blue Electric Light, che acquista a poco a poco ritmo e chitarre, fino a diventare un brano yacht rock in cui Kravitz invita la sua lei a trascorrere un’indimenticabile notte d’amore sotto “un cielo blu elettrico”

Blue Electric Light è un album composto, suonato e prodotto magnificamente, con una grande varietà di stili e di atmosfere, che coinvolge, diverte ed emoziona l’ascoltatore e che (cosa sempre più rara) si lascia ascoltare volentieri per tutti i suoi 55 minuti, senza che si avverta mai l’esigenza di skippare un brano.

L’album è l’ennesima conferma del talento di Kravitz come scrittore, produttore e polistrumentista, che ha scritto e suonato lui stesso la maggior parte degli strumenti di Blue Electric Light insieme al suo chitarrista di lunga data Craig Ross. Dodici brani che arricchiscono il già notevole canzoniere di Lenny e che il pubblico italiano potrà apprezzare dal vivo nei suoi concerti del 12 Luglio al Lucca Summer Festival, del 13 luglio a Umbria Jazz e del 13 agosto al Lido di Camaiore.

Sentirlo dal vivo nelle tappe estive già annunciate a Lucca, Perugia e Lido di Camaiore, sarà ancora più esaltante perché è proprio nella dimensione live che Kravitz dà il meglio di sé, con la sua immensa presenza scenica e le indiscutibili capacità tecniche.

Interessanti le parti vocali, invece, a conferma della grande duttilità vocale di Lenny, capace di passare dai falsetti alla Prince, come in “Bundle of Joy”, a timbriche più cupe, come in “Stuck In The Middle”, fino alla sensualità sussurrata di Blue Electric Lighte altrettantoaccattivanti quelle di basso, con delle ritmiche che, a tratti, ricordano la discomusic anni ’70 e i grandi bassisti della decade successiva, John Taylor dei Duran Duran e Marc King dei Level 42 su tutti.

Il brano che meno mi convince è “Let it Ride”, ritmo ossessivo e suoni elettronici, mentre i miei preferiti sono di gran lunga “TK421”, “Honeyuna ballad romantica dal sapore soul. “Paralyzed il pezzo con il piglio decisamente più rock, per la batteria scoppiettante, l’uso di chitarre distorte e wah wah, dall’intermezzo quasi psichedelico. L’unico pezzo dall’atmosfera drammatica sembra essere “Spirit In My Heart”, reso interessante dal pathos con cui Kravitz canta.

Quando si parla di Lenny Kravitz alla fine si va sempre a cadere sulla sua splendida forma fisica, sulle sue mille case, il suo lato spirituale e le sue relazioni ma sempre meno di musica. Dopo aver ascoltato questo “Blue Electric Light” forse qualcuno tornerà ad accorgersi del Kravitz inossidabile autore e musicista. 

Questo suo dodicesimo disco non è niente di nuovo, Kravitz è sempre un artista, capace di mescolare e lavorare su melodie e sound già nell’aria, creati da grandi maestri del soul, del rock e del rhythm & blues, per creare nuove canzoni che funzionano in modo eccellente. 

Ascoltando queste 12 tracce anche i detrattori più arcigni dovranno arrendersi e ammettere che il Nostro qui possiede la polverina magica per la fusione radio friendly di rock e soul per un songwriting dalla ricca grammatica pop.

Ad esempio il groove sornione della canzone d’apertura “It’s just another fine day” prende spunto dal vecchio classico di Aaron Neville “Hercules”, il riferimento di “Paralyzed” è chiaramente “When The Levee Breaks” dei Led Zeppelin, e poi qua e là (“Tk421” e “Bundle of Joy”) ampi echi di Prince. 

Derivativo, mi direte. Certo, ma poco importa quando poi i risultati sono queste canzoni realizzate con questa gran maestria, come ad esempio l’ottima yacht rock track “Honey” e la perfetta ballad “Spirit in my heart” che possono diventare a loro volta nuovi classici. 

Si dice che Kravitz abbia trascorso il lockdown alle Bahamas in un contesto ideale per la creatività che gli ha fatto scrivere tanto materiale per quattro potenziali album, tra cui questo doppio che rappresenta la sua prima uscita in sei anni.  Quindi se questo è il livello c’è da aspettarsi altri dischi piacevolissimi, in cui gioca sempre da solo, senza bisogno di featuring o collaborazioni con altre pop star o produttori di grido. 

Alla Prossima da SonoSoloParole.

6 thoughts on “Lenny Kravitz – Blue Electric Light

  1. Quattro Grammy vinti, 35 anni sul palco a fare musica, una carriera cinematografica, una stella appena disvelata sulla Hollywood Walk of Fame, un compleanno importante – i 60 anni – segnato per il 26 maggio e quella sensazione di pace e soddisfazione che hanno solo le persone davvero realizzate. Tutto questo è oggi Lenny Kravitz, artista uguale a se stesso da sempre.
    Grazie sono solo parole per avermi ricordato questo grande artista nel panorama musicale di sempre.

    1. I 4 Grammy vinti consecutivamente sono un record. La vita di una rockstar è una benedizione e allo stesso tempo un fardello pericoloso ma è un artista più in forma che mai e lo dimostra questo grande album.

    1. Grazie Ibernato. Un ottimo disco a mio modesto parere. Il mio scopo e proprio questo invogliare ad ascoltare le nuove uscite musicali, che ovviamente le ascoltiamo in rotazione su Radio Febbre. Un caro saluto.

  2. Oltre la voce stupenda, le canzoni fantastiche…. ma quanta sensualità! Di lui adoro American Woman mi fa ricordare il mitico jimi Hendrix Complimenti soly per la perfetta recensione!!
    Continua così.

    1. Grazie di cuore a te Stevie_ray per esserti preso la briga di leggerla e di seguire ciò che posto. Un caloroso saluto!

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