MUSICA

Giancane: la colonna sonora ideale per quando tutto va a rotoli ma non hai voglia di piangere

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14 Settembre 2026



di Dj FortyFive

Se c’è un artista nel panorama indipendente italiano capace di farti ballare freneticamente mentre canta della fine del mondo o delle tue nevrosi quotidiane, quell’artista è sicuramente Giancane. Classe 1980, l’artista ha costruito negli anni un immaginario unico fatto di ironia amara, disincanto e una spiccata capacità di raccontare la realtà quotidiana senza filtri.

Giancarlo Barbati , in arte Giancane, romano doc ed ex chitarrista della band folk-rock Il Muro del Canto, Giancane ha saputo tracciare un solco del tutto personale nella musica italiana. La sua ricetta? Una “grammatica di strada” fatta di ironia sfacciata, cinismo terapeutico e sonorità che spaziano dal country-rock al punk diventandone uno dei punti di riferimento più autentici e dissacranti del folk-punk e del cantautorato underground romano.

L’avventura solista di Giancane inizia in modo provocatorio fin da subito. Nel 2013 pubblica l’EP Carne, venduto ironicamente all’interno di veri vassoi in polistirolo da macelleria. È il preludio al suo primo vero album, “Una vita al top” (2015), un concentrato di ballate country-punk sferzanti che mettono a nudo i cliché della società contemporanea con una spietata dose di umorismo.

Nel 2017 arriva la consacrazione con “Ansia e Disagio”. Undici tracce che fotografano perfettamente lo spaesamento generato dai social network, la precarietà emotiva e le ipocondrie tipiche dei trentenni moderni

Il sodalizio con Zerocalcare

Il nome di Giancane è legato a doppio filo a quello del celebre fumettista Zerocalcare. Una sinergia artistica nata spontaneamente e culminta in collaborazioni di enorme successo su Netflix:

  • Strappare lungo i bordi (2021): Giancane firma l’intera colonna sonora e la celebre sigla omonima, che spalanca le porte del grande pubblico alla sua musica.
  • Questo mondo non mi renderà cattivo (2023): Accompagnata dal brano Sei in un paese meraviglioso, una traccia dalle forti tinte punk-rock che urla il disincanto verso le contraddizioni dell’Italia moderna.
  • Due spicci (2026): Per la nuova serie animata di Zerocalcare, il cantautore ha firmato la sigla Non ti riconosco più.

In quest’ ultimo anno, Giancane ha dimostrato una maturità artistica sorprendente pubblicando l’omonimo album strumentale “Non ti riconosco più”. In questo lavoro, l’artista ha deciso di mettere temporaneamente da parte la componente lirica e i testi taglienti per esplorare una malinconia più nuda, affidando il racconto a tracce strumentali e atmosfere rarefatte nate proprio per le tavole animate di Zerocalcare.



Perché ascoltarlo? (anche su Radio Febbre n.d.e)

In un’epoca di canzoni scritte a tavolino per gli algoritmi di TikTok, Giancane rappresenta l’ultimo baluardo di una genuinità pop-punk che sembrava perduta. Le sue canzoni ci ricordano che va bene non essere “al top”, che avere l’ansia è normale, che va bene anche un po’ di cinismo e che la realtà sa essere incredibilmente dura, ma finché avremo tre accordi di chitarra e la voglia di cantarci su, non tutto sarà perduto.

Se non lo avete mai sentito, recuperate i suoi dischi, prestate orecchio alle serie di Zerocalcare e, soprattutto, comprate un biglietto per il suo prossimo live. Ne uscirete sudati, senza voce e, stranamente, molto più felici.


Scritto da: liga

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