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Il fenomeno Zerocalcare: la voce di una generazione che non sa dove andare

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1 Luglio 2026



Di sicuro conoscete il mio interesse per ‘Zerocalcare’, ovvero Michele Rech che è attualmente il fumettista più iconico d’Italia. Partito dal suo blog a fumetti nel 2011, ha saputo raccontare i disagi e le ansie dei Millennial fino a conquistare il pubblico internazionale con le sue serie di successo su Netflix.

A poco a poco, il suo blog e i suoi fumetti hanno rapito anche me!

Racconta esattamente la vita, i pensieri di una generazione. Ha il grande talento di trasformare le ansie quotidiane, l’ansia sociale e la precarietà, in capolavori a inchiostro.

Tutto è iniziato con un piccolo spazio in rete che fungeva da diario disegnato. Raccontando la sua vita a Rebibbia, le sue preoccupazioni, e il suo lavoro di traduttore e maschera nei cinema, è riuscito a creare una community solida e affezionata. Divenne presto un appuntamento fisso per migliaia di lettori che, vedendosi riflessi in quelle tavole piene di nevrosi e dubbi, hanno iniziato ad esclamare: “Ma sta parlando di me!”. Io lo penso sempre!



Nel 2011 esce il suo primo libro: La profezia dell’armadillo”.

Si, proprio lui: l’armadillo, l’animale sociopatico per eccellenza che si chiude a riccio proprio come lui, che scava buche di notte ricordando la voglia di nascondersi nei momenti di difficoltà. Nelle sue opere, l’armadillo è il suo alter ego, e la voce della coscienza di Zerocalcare. Più che un semplice grillo parlante, incarna i suoi freni inibitori, le ansie, la pigrizia e l’istinto a isolarsi dal mondo. Interagisce solo con il fumettista ed è onnipresente nelle sue opere, uniche e seriali.

Dopo la carta stampata, il suo stile ha trovato terreno fertile nel mondo dell’animazione, che ha riscosso un successo clamoroso anche all’estero.

Perché Zerocalcare piace così tanto?

Per l’onestà intellettuale.

 Zerocalcare non ha mai costruito un “personaggio” commerciale. Le sue storie sono intrise di: Autenticità nell’affrontare temi complessi come la salute mentale e il senso di inadeguatezza senza filtri.

Esprime divinamente senso di appartenenza: le sue origini e il suo quartiere, Rebibbia, sono veri e propri co-protagonisti delle sue storie.

L’autoironia: saper ridere dei propri fallimenti e delle proprie paure lo rende incredibilmente umano.

Oltre alle risate, c’è un forte impegno civile. Nei suoi lavori c’è sempre spazio per la riflessione, la solidarietà, e una critica mai banale alla società moderna. Non è un caso che nel corso degli anni abbia riempito piazze ed eventi con decine di migliaia di lettori. Ho apprezzato tantissimo la sua scelta di non esser presente all’edizione romana della fiera “Più Libri Più Liberi”, per protesta contro la presenza tra gli stand di una casa editrice accusata di distribuire testi che esaltano figure e ideologie nazifasciste, dichiarando che condividere gli spazi con realtà che celebrano i totalitarismi e l’antisemitismo rappresenta per lui un “paletto” invalicabile.

Nonostante il successo internazionale, l’autore è rimasto legato alle sue radici, ai centri sociale e a quello stile di vita semplice che traspare in ogni sua vignetta.

Zerocalcare non ha semplicemente “fatto il fumetto”, ma ha creato una community di persone che si sentono capite e meno sole nelle loro battaglie di tutti i giorni.

E tu, quale opera di Zerocalcare hai nel cuore? Faccelo sapere nei commenti!

www.zerocalcare.net per chi ha voglia di immergersi nel suo mondo!

di Dj FortyFive



Scritto da: liga

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