Approccio
28 Agosto 2007, Albert con la febbre
Un bar di paese, il solito, dopo l’orario di lavoro. Mi ritrovo con un amico per bere una birra. Buona.
C’è poca gente, ormai siamo alla fine di agosto e tutto sta tornando alla normalità. Nonostante sia ancora estate, con un gran caldo e un’umidità quasi insopportabile, è pur sempre un lunedì sera.
Eppure qualcuno arriva.
Lo so, è un ritrovo che conosco da anni, so che qui vengono avventori rasati o pelati o calvi. Ci vengo anche io.
La serata scorre serena col mio amico tra una chiacchiera e l’altra. Poi, il trottolino si anima. Due bellezze nostrane, pelle d’avorio e scollature vertiginose, giocano a calcetto.
Due sguardi, due sorrisi. Io ammicco al mio amico. Lui esce e si fuma una paglia. Indugio, resisto, no non ce la faccio. Trangugio il fondino e mi dirigo verso il campo di giuoco.
Che faccio? O che, son scemo?
…
A: “Ciao, possiamo aggiungerci alla squadra?”
Lei: “Certo, basta che non siate anti-razzisti!”
…
A: “Ehmmm… Scusa, hai detto? Anti-razzisti significa essere contro i razzisti?”
Lei: “Certo!!! Come siamo noi, razziste!!!”
Indicando la cricca della sua compagnia che mi sta guardando in cagnesco, per caso. Rasati.
…
E allora Fabrizio Corona e tutta la merda che mi sta attorno è reale. Già lo sapevo. Ma una volta di più l’evidenza è sconcertante.
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28 Agosto 2007 alle 10:23
non m’aspettavo che le due pulzelle avessero la testa per formulare la doppia negazione affermativa che pure richiede un certo impegno
28 Agosto 2007 alle 12:24
Giuro che ho riportato le loro testuali parole!