Adagio per archi di Samuel Barber

25 Marzo 2007, Albert con la febbre

Non sono un grande esperto di musica classica, ma da qualche anno l’ascolto sempre più volentieri e sempre più spesso. Un luogo comune direbbe che dipende forse dall’età che avanza…

:lol:

Questo brano, mi è stato consigliato da una simpatica amica musicista, definendolo: “…da orgasmo musicale…”

8O

:oops:

Effettivamente ascoltandolo non ho potuto darle torto per la definizione. È un brano che conoscevo già e lo trovo meraviglioso. Triste e struggente, entra dentro direttamente nell’anima.

Non a caso è stato utilizzato per le colonne sonore di film quali:

“The Elephant Man” di David Lynch (1980)

ele-man0.jpg

e “Platoon” di Oliver Stone ( 1986)

platoon.jpg

Entrambi film molto “forti” ed indimenticabili.

Samuel Barber

samuelbarber.jpg

Tratto da Wikipedia:
L’adagio per archi è una composizione per orchestra d’archi di Samuel Barber.

Eseguito per la prima volta nel 1938, è il brano più famoso di Barber.

Si tratta di un arrangiamento dello stesso Barber di un movimento del suo Quartetto per archi n. 1 (op. 11), composto nel 1936; nella sua versione originale, esso segue e fa da contrasto ad un primo movimento decisamente violento, ed è a sua volta immediatamente seguito da una breve ripresa del materiale nel primo movimento.
Il pezzo, nella sua versione trascritta per orchestra, è stato eseguito per la prima volta da Arturo Toscanini con l’orchestra sinfonica della NBC il 5 novembre 1938 a New York.

Nel 1968 Barber ha trascritto il pezzo per coro ad otto voci, abbinandogli il testo dell’Agnus Dei.

Il pezzo segue una forma ad arco, e si basa su una breve cellula melodica basata su gradi congiunti ascendenti, che vengono in seguito variati, interpolati ed invertiti.

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8 Commenti a “Adagio per archi di Samuel Barber”

  1. Mel scrive:

    grazie per le info… e buon ascolto a tutti… se non mi sbaglio è stato anche usato in un film intitolato taxi qualcosa.. mi spiace ma con i nomi sono proprio impedita…

  2. Albert scrive:

    ciao Mel, grazie a te per i consigli musicali e per i tuoi contributi al blog!!!

    :lol:

    A presto.
    Tra poco vivrai un’esperienza intensa ed indimenticabile che ti farà crescere molto, vedrai.

    Buon tutto, ciao!

    :-)

  3. Luigi scrive:

    Il classico per archi, è un esplicito invito alla speranza.
    A differenza di L.V.B. nel suo adagio più famoso che dimostra la rassegnazione.
    In S.B. è pieno del vigore violento, ma a dimostrazione di
    quel che si sta facendo, ed un invito a smetterla e trovare
    una pace sia esteriore che interiore.
    Un ottimo messaggio.

  4. Albert con la febbre Albert con la febbre scrive:

    Ciao Luigi, piacere di “conoscerti”…
    Grazie per la tua ottima descrizione sia di S.B. sia di L.V.B..
    Spero di rileggerti ancora.

    Ciao

    ;-)

  5. Sara scrive:

    …ho ascoltato per caso questo pezzo di musica alla radio ed ho provato emozioni profonde.
    Non ho potutofar a meno di rintracciarlo su internet. Sono contenta di condividere questa emozione.

  6. Albert con la febbre Albert con la febbre scrive:

    Ciao Sara,”piacere di conoscerti”. ;-) È un brano incredibile,musica universale che arriva dritto nell’anima…ciao e grazie per la tua impressione,molto gradita! ;-)

  7. Massimo scrive:

    Ho 38 anni, avevo otto anni quando mio padre mi fece ascoltare il primo pezzo di musica classica, il concerto per archi BWV 1041, e da allora ascolto la musica classica sempre con piacere, perchè a differenza di tutte le altre non stanca mai. Non è una questione di età ma di interiorità.
    Buon relax!

  8. Albert con la febbre Albert con la febbre scrive:

    Sì, credo tu abbia ragione!
    Ciao Massimo.
    :-)

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