Non sono un grande esperto di musica classica, ma da qualche anno l’ascolto sempre più volentieri e sempre più spesso. Un luogo comune direbbe che dipende forse dall’età che avanza…
Questo brano, mi è stato consigliato da una simpatica amica musicista, definendolo: “…da orgasmo musicale…”
Effettivamente ascoltandolo non ho potuto darle torto per la definizione. È un brano che conoscevo già e lo trovo meraviglioso. Triste e struggente, entra dentro direttamente nell’anima.
Non a caso è stato utilizzato per le colonne sonore di film quali:
“The Elephant Man” di David Lynch (1980)

e “Platoon” di Oliver Stone ( 1986)

Entrambi film molto “forti” ed indimenticabili.
…
Samuel Barber

Tratto da Wikipedia:
L’adagio per archi è una composizione per orchestra d’archi di Samuel Barber.
Eseguito per la prima volta nel 1938, è il brano più famoso di Barber.
Si tratta di un arrangiamento dello stesso Barber di un movimento del suo Quartetto per archi n. 1 (op. 11), composto nel 1936; nella sua versione originale, esso segue e fa da contrasto ad un primo movimento decisamente violento, ed è a sua volta immediatamente seguito da una breve ripresa del materiale nel primo movimento.
Il pezzo, nella sua versione trascritta per orchestra, è stato eseguito per la prima volta da Arturo Toscanini con l’orchestra sinfonica della NBC il 5 novembre 1938 a New York.
Nel 1968 Barber ha trascritto il pezzo per coro ad otto voci, abbinandogli il testo dell’Agnus Dei.
Il pezzo segue una forma ad arco, e si basa su una breve cellula melodica basata su gradi congiunti ascendenti, che vengono in seguito variati, interpolati ed invertiti.
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