A come amicizia, A come arroganza…

21 Febbraio 2007, Albert con la febbre

Ieri, ho avuto una strana discussione. Anzi più che strana, triste. Ancora una volta mi sono ritrovato a discutere animatamente, con una persona amica. Niente di strano fino a qui. L’amicizia è fatta anche di queste cose, certo. Mi rendo anche conto di non essere una persona facile. A volte mi lascio prendere dalla discussione, dalle parole, soprattutto se tratta di temi a me cari, appunto come l’amicizia e su come trattare le persone a cui vogliamo bene che vivono momenti di bisogno. Ma il punto non è questo.

Io mi domando se in nome dell’amicizia, o almeno in quella sfoggiata e presunta tale, si possa avere il diritto di giudicare le persone, in maniera assoluta e, a mio modo di vedere, arrogante. Trarre conclusioni senza accettare nemmeno l’idea che ci possa essere un dubbio in ciò che si dice e si pensa é solamente sinonimo di una cosa: mancanza di comunicazione.

Quando poi giunge da una persona che sempre e sempre si è vantata, spudoratamente, della propria cultura, dei propri cosiddetti mezzi intellettuali, beh… mi lascia alquanto perplesso. Io perlomeno concedo sempre la possibilità a chi mi sta di fronte di esporre il proprio pensiero e, anche se in disaccordo col mio, lascio sempre aperta una porta al mio personalissimo germe del dubbio. Io non ho certezze assolute e nessuno credo possa dire di averne. Certamente abbiamo convinzioni che si sono formate col passare degli anni e con le esperienze vissute. Ma mai e poi mai dobbiamo sentirci così superiori da permetterci di giudicare o dire ad un altra persona come debba vivere o cosa debba fare. Certo si può parlare e dispensare consigli, utili solo se fatti col cuore. Tutto qui. Ognuno può pensarla come crede. Sono convinto che io debba fare del mio meglio quando un amico sta male e soprattutto quando questo amico me lo chiede e sento che arriva dal suo cuore. Ma, purtroppo, ognuno di noi ascolta solo se stesso. Se non si è convinti nel profondo, se non si ascolta la propria voce interiore, difficilmente si ascoltano gli altri. Io però ci sono e la mia coscienza è serena. Ricordati caro amico che l’arroganza produce solo male, anche se tu non te ne rendi conto, anche se tu non lo vedi o non lo vuoi vedere.

Io scrivo questo blog perché sono ANCHE irrazionale, non SOLO. Perché lasciar uscire le emozioni mi aiuta a comprenderle, anche se a te sembrano puerili. E se un blog mi può aiutare, lo faccio senza dover rendere conto a nessuno, in tutta tranquillità. Del resto hai dimostrato ancora una volta che tu  ti senti così superiore da permetterti di definirlo patetico. Grazie per la tua onestà e sincerità.

;-)

Almeno io non disprezzo ciò che non apprezzo.

Ciao.

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5 Commenti a “A come amicizia, A come arroganza…”

  1. Albert scrive:

    Continua la saga della presunta amicizia… Il profeta di tutte le certezze è ritornato a farsi sentire senza che nessuno avesse richiesto il suo parere…

    Dunque, ieri pomeriggio, dopo aver parlato con S e S, in maniera pacata e molto tranquilla, ci siamo, penso, chiariti, in fondo noi tre non avevamo poi molto di cui discutere. Ovviamente senza la dispensatrice di perle di saggezza tutto è stato molto più semplice, rispetto al giorno prima (vedi post).

    Finito il lavoro, all’uscita dell’azienda, verso le 20 e 30, accendo il cellulare e immediatamente mi arriva il seguente sms, naturalmente inviato dal profeta redentore:

    C: “Mi spiace che hai completamente frainteso me e S… peccato…”

    Ma caspita! Ma perché diavolo ti senti in obbligo di mandarmi un messaggio simile? Ma ti senti in colpa o cosa? Peccato??? Ma peccato di cosa??? Ma per favore, fai un esame di coscienza!!! E poi se c’è il peccato, beh il peccato è solo da parte tua, della tua arroganza, della tua mancanza di umiltà. Un’altra cosa che dimostra come sei: ma perché nel messaggio parli anche per S? Perché ti senti in diritto di poter fare le sue veci? È lei che ti ha delegato o è una tua iniziativa? Lascia che sia lei a dirmi ciò che pensa, non ha bisogno che lo faccia tu, ANCHE LEI è grande abbastanza… Non sentirti sempre in dovere di salvare l’anima a tutti, non è il tuo ruolo e non penso neppure che tu sia in grado di farlo.
    Guarda che ieri pomeriggio S mi ha detto quello che pensava, serenamente, non hai bisogno di dirmi che ho frainteso anche lei. Parla per te.

  2. antartide scrive:

    ragazzi smettiamola con questa saga che succhia energie a tutti! io non sono “woodstock - peace & love” ma non possiamo metterci una pietra sopra? ognuno ha i suoi difetti, non possiamo accettarci per quel che siamo senza giudicarci?

  3. Albert scrive:

    Ciao Antartide, mi fa davvero piacere leggere queste semplici, sagge parole. Concordo in pieno. Sai, la forza delle persone consiste anche nel non portare rabbia e non covare rancore verso la gente che non la pensa come noi. Hai detto bene riguardo al fatto che tutti abbiamo dei difetti. Io ne ho molti, ma sto cercando a tutti i costi di non lasciar prendere il sopravvento alle emozioni negative, quali la rabbia, il risentimento o peggio ancora, la cattiveria. In ultimo, tengo a precisare che per fare del bene, non bisogna assolutamente instillare sentimenti cattivi, quali giudizi o sentenze, a chicchessia, e soprattutto agli amici. Questo vale per tutti.

    ciao

  4. Albert scrive:

    Notte tra venerdì 23 febbraio e sabato 24… Mah… Non posso che esprimere tutta la mia sorpresa… Dopo le parole di Antartide, pensavo che almeno il concetto fondamentale, che sta alla base dell’amicizia, almeno della nostra amicizia, fosse stato chiarito. Soprattutto perché dichiarato e scritto, nero su bianco, proprio da Antartide…

    Invece, mio malgrado, e malgrado la diretta interessata, Lucy, ho assistito ancora e, devo dire incredibilmente, al ripetersi della stessa storia. A questo punto mi ritrovo a pensare, e non solo io, al ripetersi della stessa MENATA.

    Che brutto. Io e Sabra, l’altro giorno, sul divanetto da psicologo dell’atrio, ti abbiamo parlato serenamente e chiaramente. Ti abbiamo detto direttamente come la pensiamo e cosa proviamo riguardo ad un certo modo di comportarsi. Senza giudicare, senza porti in condizione di doverti scusare. Non ne abbiamo certo il diritto. Ma in quanto persone che, in fondo ti vogliono bene, ti abbiamo parlato. Ognuno per sé, senza premeditazioni o associazioni preliminari, congiure, che invece ultimamente sembrano tanto di moda in questa saga…

    Semplicemente ognuno di noi ti ha detto cosa pensa.

    Eppure, ancora una volta, ti sei comportata esattamente come sempre. Con me che non c’entravo niente, ma soprattutto con Lucy. Ti ostini a dichiarare che le vuoi bene. Hai ammesso anche tu, sul divanetto, che ti rendi conto che certi comportamenti non fanno bene, perché rimangono impressi nel subconscio. E adesso, tu dovresti sapere come è difficile poi “pulire” il nostro subconscio…

    Non capisco, perché continui a far così. A me personalmente dispiace, ma non ci starò più a questo gioco perverso. Gioco perché infantile. Perverso perché nuoce al mio karma e a quello delle persone che ti stanno vicino. Per cosa poi? Per niente. Male porta male, sempre.

    Respira, respira, respira… Prova a staccarti dal tuo ego e dalle tue emozioni…

  5. Albert scrive:

    Cara Antartide, sei proprio incoerente. Prima scrivi che vuoi finire la “saga”, vuoi voltare pagina e accettare le persone così come sono. Poi perseveri nei tuoi comportamenti, non solo verso di me, ma anche verso la persona che insisti nel dichiarare come tua amica.

    Hai voluto leggere e scrivere anche tu in questo blog, che io scrivo per me, per sfogare i miei pensieri, liberamente. E ti arrabbi? Ma hai letto bene? Se ti arrabbi è solo una conferma per me. Io ho semplicemente riportato in queste pagine, ciò che vedo. Niente di più niente di meno. Cerco anche di non giudicare né te né nessuno. Ma sono una persona, ho dei sentimenti e dei pensieri e voglio esprimerli. Nessuno ti obbliga a leggere o scrivere qui, per carità.

    Mi hai telefonato aggredendomi, adducendo scuse per le tue decisioni, sempre riferendoti a L, quasi che tu volendoti scusare con lei, dicessi a me cose che in realtà non mi riguardano. Lo so benissimo che sei molto impegnata, e guarda che io, e credo proprio anche L, ti ho sempre ascoltata quando volevi sfogarti. Pensaci bene, nel bene o nel male, ti ho sempre lasciato una porta aperta.

    Ma adesso sembra che tu non voglia altro che rinfacciare i difetti degli altri, non di accettarli.

    Io personalmente non ho bisogno di simili situazioni. Come tutti, ho già i miei problemi e la vita è già dura di per sé, senza che si debba creare altre inutili e spiacevoli sofferenze.

    Ma lo capisci che l’amicizia NON può esistere se si continua a creare disagi, senza motivo?

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